Sansepolcro (AR), il Duomo

Chiesa cattolica più importante della città, la Basilica Concattedrale di San Giovanni Evangelista sorge approssimativamente dove nel X secolo fu fondato il primo monastero benedettino, passato alla congregazione camaldolese nel corso del XII secolo. Fu riedificata in forme romanico-gotiche nel XIV secolo, mentre il campanile – rinnovato nella seconda metà del 1300 – subirà dal 1585 numerose trasformazioni.

Nei secoli XVI e XVII la Cattedrale subì diverse modifiche di matrice barocca, processo che verrà “invertito” tra 1934 e il 1943 con radicali lavori di restauro: nonostante la distruzione di quasi tutti gli elementi barocchi e delle epigrafi, fu possibile recuperare l’originaria fisionomia romanico-gotica e alcuni affreschi di scuola riminese e di Bartolomeo della Gatta in precedenza ricoperti dalle sovrastrutture successive.

Il ripristino novecentesco alle vecchie forme romanico-gotiche interessò soprattutto la facciata, caratterizzata da tre portali e da un importante rosone centrale. Il portale in legno di noce apre verso un interno strutturato da possenti colonne in tre navate: quella centrale con soffitto a capriate lignee e le due minori laterali, voltate. Fra le opere principali: la Madonna con Bambino (1385); al primo altare, l’ Incredulità di San Tommaso, del pittore manierista Santi di Tito; segue l’affresco della Crocefissione di Cristo, attribuito a Bartolomeo della Gatta e al secondo altare, l’ Adorazione dei pastori di Durante Alberti.

Il ricco altare di fondo della navata destra risale alla fine del seicento (1682) ed è l’unica testimonianza barocca rimasta. Esso si apre sulla parte superiore entro il campanile, dal quale prende luce mediante una piccola cupola decorata in stucco. Nel presbiterio è collocato il Polittico della Resurrezione (opera senese del 1348 realizzata da Niccolò di Segna), la cui impostazione verrà ripresa, oltre cento anni più tardi, da Piero della Francesca nell’affresco nella sala principale del museo Civico.

Dal mio punto di vista: PREGI

Il Duomo del “Borgo” e’ davvero suggestivo, forte dei vari stili artistici che si sono mescolati nel corso dei secoli. Il colpo d’occhio e’ notevole. Fra i suoi pregi ha sicuramente la varieta’ artistica e dimensioni molto favorevoli per chi ha un bel numero di invitati. Dopo tre gradini, davanti al presbiterio, sposi e testimoni avranno spazi favorevoli: foto e video ne beneficeranno in qualita’ e varieta’. Gli invitati dovranno parcheggiare fuori dalle mura, ad un paio di minuti dal Duomo: i parcheggi, prevalentemente a pagamento, sono tra via Malatesta e via dei Montefeltro.

Dal mio punto di vista: DIFETTI

Il transito in centro e’ regolato dai vigili urbani – raggiungibili in Piazza Antonio Gramsci oppure allo 0575 7321. Il Duomo e’ adiacente al palazzo del Comune quindi e’ possibile, rimanendo dentro il centro storico, fare tutte le richieste di rito. E’ una chiesa d’atmosfera, poco luminosa.

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Capienza (esclusi sposi e testimoni):

Navata centrale (sotto in azzurro): circa 22 panche per fila per un totale di circa 180 persone. Navata laterale (arancio): 5 panchette e svariate sedie per circa 70 persone.

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