Badia Petroia (PG), Abbazia di Badia Petroia

Siamo in piena campagna umbra, a una decina di chilometri dalla Toscana. Il paesino di Badia Petroia è dominato dalla Chiesa di Santa Maria e Sant’Egidio, in origine complesso abbaziale benedettino. Se ne parla per la prima volta in un documento del 972. Ugo, della famiglia dei Marchesi di Colle – da cui si è originato il ramo dei Bourbon del Monte – ne fu il fondatore. La loro protezione sul monastero durò a lungo, passando nel 1403 la tutela del complesso religioso a Città di Castello. Nonostante le vicende ecclesiastiche e i problemi causati dai terremoti, l’Abbazia rappresenta uno degli edifici romanici più importanti della regione. Nei secoli, con gli interventi di adattamento e la riduzione degli spazi, l’aspetto originario è stato praticamente rivoluzionato.

E’ tra i primi esempi in Umbria di chiesa basilicale a tre navate e tre absidi. L’edificio sorgeva su pianta longitudinale con copertura a tetto e transetto non sporgente. Secondo gli usi degli ambienti monastici la chiesa si sviluppava su tre diversi livelli, corrispondenti agli spazi che nelle funzioni liturgiche erano riservati rispettivamente ai fedeli, ai monaci e al clero officiante. Attualmente la chiesa appare decurtata di circa un terzo e priva delle navate laterali, adibite da tempo ad usi agricoli e ad abitazioni private. Oggi si presenta con una sorta di singolare atrio (un tempo parte della chiesa riservata ai fedeli) con robusti pilastri ottagoni.

La facciata odierna è costituita da un muro costruito nel XIV secolo, innalzato a causa dei vari terremoti che l’avevano danneggiata più volte. Le formelle in terracotta inserite all’esterno del muro, di influsso ravennate, appartengono sicuramente ad una costruzione più antica. La chiesa racchiude al suo interno anche un esaustivo repertorio di materiale erratico di epoca alto-medievale e romanica. Sotto il presbiterio si estende la vasta cripta triabsidata, datata meta del XI secolo, ancora chiusa al pubblico a causa dei danni del terremoto (1997). Per la sua costruzione sono stati utilizzati capitelli e colonne di spoglio, queste ultime in travertino e in granito, mentre le altre di epoca pre-romanica sono in arenaria.

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Dal mio punto di vista: PREGI

Quella di Badia Petroia è una delle chiese a me piu’ care, scenario di tanti matrimoni. Ha in sé l’antico e l’originalita’ di un luogo che “ne ha passate tante”, per via degli interventi post terremoti. In condizioni normali, senza addobbi floreali, ha il fascino marziale dell’abbazia… con i fiori si addolcisce pur mantenendo forte il suo carisma. Offre prezioso spazio per chi ha un coro numeroso e apprezza la parte musicale della cerimonia. La scalinata da’ importanza alla funzione ed esalta la versatilita’ di fiori e candele. Per informazioni contattare Don Adolfo allo 075 852 9219 oppure allo 075 857 4293.

Dal mio punto di vista: DIFETTI

E’ una chiesa molto apprezzata dalle coppie dell’Alta Valle del Tevere, capace di affascinare  tantissimo anche i turisti: consiglio di prenotarla con un buon anticipo. La sua particolare architettura, con altare, sposi e testimoni sopraelevati limita un po’ la partecipazione di famiglie, parenti e amici (niente di grave, ma qualche coppia non gradisce questo stacco). L’abbazia non è sempre aperta, è opportuno visitarla nei giorni delle funzioni. Non avendo un vero e proprio parcheggio, spesso soffre di “affollamento” di automobili che (1) possono compromettere le foto dell’arrivo della sposa e (2) rendono difficoltosa la partenza verso la location del ricevimento a causa della fila indiana delle auto degli invitati. Alcuni invitati finiscono col parcheggiare a bordo dei campi circostanti… non proprio l’ideale per le auto sportive/basse.

matrimonio-badia-petroia-letturematrimonio-badia-petroia-fioriCapienza (esclusi sposi e testimoni):

File centrali (sotto in azzurro): 8 panche lunghe per fila per un totale di circa 80 persone. Solitamente la prima panca di ciascuna fila viene lasciata ai genitori. Come puoi vedere sotto, per le cerimonie con un bel numero di invitati, in fondo rimangono in piedi 15/20 persone. Laterale a sinistra (arancio): salendo la scalinata, sulla sinistra, abbiamo un organo e un pianoforte: è la parte dedicata al coro e ai musicisti; tra panche e sedie, trovano spazio anche i cori più numerosi (circa 20 persone). Laterale a destra: sempre salendo la scalinata, sulla destra abbiamo 2 panchette per un totale di 8 posti a sedere e un po’ di spazio per stare in piedi.

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